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In ricordo del Maestro Gualtiero Marchesi

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“L’esempio è la più alta forma di insegnamento”

“Se è vero che il futuro dipende da ognuno di noi, allora il futuro è già.
L’unico modo per intravederne le mosse è di fare un passo indietro.
Nel caso della cucina, un passo indietro fino alle radici dei nostri sapori.
Guardarsi in casa, ricordare, perché un presente senza memoria è pericoloso.
Chi ricorda sa e allora può attualizzare un piatto, renderlo moderno senza tradirne lo spirito.
Non sopporto chi ingolfa le ricette con una quantità inverosimile di ingredienti, possibilmente molto cari.
È chiaro che, rispetto ai bisogni e ai gusti di cinquant’anni fa, andiamo verso una maggiore semplicità 
da cui dipende l’attrazione dei giovani verso le cucine orientali.
Naturalmente, c’è anche il rovescio della medaglia, quando si scivola dalla semplicità all’omologazione.
Per questo mi interessa conoscere cosa mangiano i giovanissimi, ripartendo da lì, da una diversità spesso negata.
Non esiste, a mio giudizio, una cucina alta o bassa, ma una cucina che, a qualsiasi livello,
si divide salomonicamente in cucina buona o cattiva.
Anche un panino sa essere pessimo, oppure dirti qualcosa, al di là dell’immediato soddisfacimento della fame.
Qualche giorno fa, ho visto in via Madonnina, a Milano, una testa scolpita così essenziale che oltre non si poteva andare.
Un esempio di purezza, dove non c’è più margine per modificare. Che bello!
Quando provi questa emozione significa che nella semplicità affiora anche una parte di invisibile.
Significa che il diversamente buono e il diversamente bello hanno, per un attimo, trovato la forma in cui esprimersi.
Per i cuochi, quelli veri, la materia è il fine e il mezzo della loro arte.
Nella materia è già suggerita la composizione.
Penso di essere un buon maestro, visto i risultati ottenuti dai miei discepoli.
Per insegnare non bisogna avere segreti e incontrare qualcuno che si ponga continuamente delle domande.
Intanto, abbiamo gettato le basi di un’Accademia che rappresenterà la parte propulsiva della
Fondazione Gualtiero Marchesi, e in quell’ambito vorrei coinvolgere tutti i miei discepoli.
Una bella compagnia di cervelli, per non parlare dei caratteri.”

Gualtiero Marchesi

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Tre Gamberi 2015

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Anche nelledizione 2015 della Guida ai Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso, sono stati confermati i Tre Gamberi al Caffè La Crepa, riconoscimento che annovera questo locale tra le migliori trattorie d’Italia da più di dieci anni.

Questo premio venne istituito nel  2003 dall’allora direttore della guida Stefano Bonilli e dal suo collaboratore Marco Bolasco. Più di un riconoscimento, una rivoluzione. Per la prima volta la trattoria venne elevata a luogo da salvare e non da snobbare. Non una serie B, ma una valida alternativa al ristorante dove trovare un servizio accurato, una carta vini intelligente e una proposta gastronomica legata alle tradizioni che contraddistinguono i territori dai quali provengono. Da allora la Trattoria divenne una realtà conclamata dove trovare amore, simpatia, qualità e raffinatezze. Un’altra serie A, insomma.

Ecco qua riproposti alcuni scatti della prima premiazione tenutasi presso la Città del Gusto di Roma (via E. Fermi, 161) in ricordo di Stefano Bonilli, scomparso nell’Agosto 2014.

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Anche lo scorso Novembre si è svolta la consueta cena TRE GAMBERI 2015 nella capitale con tanti nuovi luoghi del mangiar bene e tantissimo entusiasmo!

Città del Gusto (ROMA)

La Sala

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Il grano antico: la storia, i pregi, l’utilizzo in cucina. Il mangiare con poco glutine…

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Venerdì 28 Febbraio 2014, ore 20.30

Vi proponiamo una “cena-laboratorio” attraverso la quale cercheremo di spiegarvi le caratteristiche, la storia e l’evoluzione dei grani antichi e delle diverse varietà di farine. Approfondiremo il concetto di “forza” della farina, il concetto di lievitazione e soprattutto vi spiegheremo l’evoluzione del glutine e come si lega alla salute delle persone.
Graditi ospiti della serata saranno: Stefano Pransani, agricoltore, mugnaio e esperto ricercatore di grani antichi e di farine che con il suo lavoro cerca di favorire lo sviluppo di un’economia che rispetti la natura e sostenga il lavoro di tanti piccoli produttori, che preservano e difendono la biodiversità locale e la filera corta.
Luigi Poggini, esperto fornaio specializzato in pani con farine di grani antichi. Il suo è un mestiere di lunga tradizione che ci dona un pane fatto a mano, preparato con grani come il Gentil Rosso, il Rieti e l’Abbondanza, che hanno un glutine più digeribile, con uso di pasta madre e cotto nel forno a legna.
Giuliana, preparerà per voi una cena con l’utilizzo di questi di grani nei piatti della sua “cucina della memoria” insieme ai diversi pani preparati dal fornaio Luigi.

Dalla cucina:
Pancotto con verdure di stagione

Crostino con i fegatini

Farinata di grano con la gota

Tortelli di patate bianche del Carnaio con formaggio di fossa

Maltagliati di farina integrale con ragù di cinghiale

Zuppa inglese e i dolcetti di Luigi

Il costo della serata sarà di € 30,00 a persona.
Per informazioni e prenotazioni chiamare Locanda al Gambero Rosso

Tel: +39 0543 903405