… o meglio, quali siamo?

  • Amerigo 1934: nel 1934, il nonno Amerigo, apre questo locale (trattoria-osteria) a Savigno, nel cuore del paese. Collocato sui colli tra  Modena e Bologna, questo luogo del mangiar bene è rimasto un punto di riferimento nella valle. Col tempo è divenuto un’insegna storica dell’Emilia.
  • Antica Trattoria del Gallo: Meta di gite fuoriporta, fin dal 1870, è la Trattoria dei Milanesi, gestita per ben tre generazioni dalla famiglia Gerli, conserva ancora oggi le ricette e il calore di un tempo.
  • Caffè La Crepa:  nello splendido scenario di Piazza Matteotti, in Isola Dovarese, si trova questo locale con annessa la celebre Enoteca. La pianura Padana fa da sfondo e il dolce fluire del fiume Oglio scandisce il passare del tempo.
  • La Brincaautentica trattoria collocata, nella frazione di Campo di Ne sulle prime colline della Val Graveglia, a pochi chilometri dal mare di Lavagna e Chiavari. Sergio Circella con tutta la famiglia porta in tavola il meglio dell’entroterra ligure.
  • Lokanda Devetak: Il Carso, terra di confine. E’ qua che nasce questa Gostilna (osteria in sloveno) che permette ancora oggi di riscoprire l’espressione più autentica della cucina di queste terre. Cucina di donne fin dal 1870, anno di apertura, quando qui regnavano gli Asburgo. Ora è condotta da Gabriella, moglie di Avgustin, che reinterpreta la tradizione mitteleuropea fusa con quella italiana. Materie prime dell’azienda agricola “bio” condotta dalla figlia Sara assieme a nonno Renato, mentre Tatjana affianca la mamma. Otto stanze a disposizione della clientela.
  • Antichi Sapori: Una manciata di case coloniche, la chiesa, il municipio e le geometrie composte degli uliveti fanno di Montegrosso (fraz. di Andria, nel cuore della Puglia) un luogo più unico che raro.
  • La Locandiera: Nel cuore della Magna-Grecia, fra le colline del materano e le spiagge dello Jonio, la famiglia Russo Gallotta propone una cucina d’altri tempi, autentica e incontaminata.
  • Trattoria Visconti: Dal 1932 Leone Visconti bisnonno di Daniele e Roberto, accoglieva i clienti con vino delle colline bergamasche, casoncelli e polenta di mais rostrato rosso. Oggi come allora, i protagonisti in tavola sono i prodotti dell’orto di casa, dei vigneti circostanti e dei piccoli produttori della zona.
  • Hostaria Nangalarruni: A pochi chilometri dalle spiagge di Cefalù si trova la trattoria di Beppe Carollo, un artista nell’ultilizzo degli ingredienti delle Madonie e nell’offerta di piatti della tradizione.
  • Locanda Boivin: Un bellissimo angolo di Levico Terme (in provincia di Trento) accoglie questa trattoria ben radicata sul territorio gestita con cura da Riccardo Bosco

“Se in Francia il bistrot  è un’istituzione storica, la trattoria lo è in Italia. Difficile tratteggiarla soprattutto perchè, nel tempo, ha cambiato abito: il bianco e il rosso sono diventati la carta dei vini, il gotto unico è stato sostituito da due calice; la tovaglia non è più solo a quadretti. I menu mantengono sempre legami con il territorio (materie prime, tradizioni); le pietanze sono leggibili, non ferme nel tempo, ma contaminate anche dal nuovo: nelle cotture, negli accostamenti e nella presentazione. 

Soprattutto ciò che è rimasto del passato è la convivialità, un viatico quando è crisi. Dulcis in fundo: il conto di una trattoria verace mette voglia di tornare. Non sempre accade, soprattutto perchè il Buon Paese pullula anche di trattorie tarocche, ovvero sia ben truccate per apparire tali.”

Davide Paolini, Domenica 16 settembre 2012, il Sole 24 Ore

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